La Trinacria è femmina

…Unni ricchezza significa Amuri

Recital sulla tradizione siciliana, tratto da Buttitta, Pirandello, Camilleri, Sciascia, Quasimodo, Verga, Brancati… Rosa Balistreri, Otello Profazio, Nonò Salamone, Domenico Modugno e alcune “contaminazioni” tratte da grandi voci, quali Gabriella Ferri e Mercedes Sosa.

Tre donne, diverse tra loro, raccontano la complessità di una terra, la Sicilia, che ha visto popoli e dolore, arte e passioni… una terra ricca, dove “ricchezza significa amore”. Suoni e colori di questa amante riamata del Sole, che sente e risente tuttora il mormorio di quelle civiltà che l’hanno posseduta… una Madre generosa, addolorata per tutte le volte che ha visto partire (e arrivare!) bastimenti pieni in cerca di fortuna. Donna d’onore, disprezzata sovente come terra di mafia! E poi la poesia; quella che rimane inesorabilmente impressa all’emigrante che ne ha lasciato le coste. Tre donne, quasi a simboleggiare la Trinacria, con i suoi promontori, il suo grano e i suoi serpenti, rintracciano personaggi e filastrocche, storie e leggende da regalare al pubblico. Le serenate e le preghiere, la ribellione e i sogni, i proverbi, i costumi e soprattutto l’ironia allegra di un popolo e la sua isola che, si dice, sia stata posata sul mediterraneo come un diamante donato da Dio agli uomini tutti. In scena tre donne, tre artiste, che cantano, suonano, recitano, e perfino, di tanto in tanto, svelano un qualche trucco tra le ricette di quella cucina tipica della Sicilia, povera di materia prima e ricca di sapore; il sapore delle mandorle e dei limoni, della sarduzza e del vino buono… il sapore di quella primordiale ricchezza che è l’amore!

Adattamento e regia di Ilenia Costanza

con

Noemi Smorra, Lorena Vetro e Ilenia Costanza

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